Nakamura e Hayden

Heroes è un piacevolissimo telefilm di fantascienza di stampo fumettistico. L’evoluzione genetica che ha impiegato milioni di anni per farci diventare salamandre pinnate a partire dai tonni, a un certo punto si risveglia e nel giro di poche settimane sforna dei piccoli nuovi plugin genetici che addobbano un ingegnte manipolo di (ma guarda un po’) terrestri di stirpe americana, con nuovi strabilianti poteri.

La storia di ogni serie è: “salviamo il mondo da qualcosa che noi stiamo per provocare, sicchè nessuno abbia il tempo per godersi in santa pace dei superpoteri divertentissimi“. La maggior parte dei problemi nasce dalle incomprensioni, tra le persone, tra gli illusionisti, tra gli eroi e la cosiddetta compagnia che non si capisce bene cosa voglia fare. Semplicemente per il fatto che nessuno, sia esso buono o cattivo, con o senza effetti speciali, cheerleader o puresh, risponde alle tue domande.

Heroes

Di poteri ce ne sono di tutti i tipi, ma tutti hanno dei bug. Per esempio Nakamura viaggia nel tempo solo se strizza gli occhi, e se sta 5 mesi nel passato quando torna sono passati 5 mesi. Il cattivo è un orologiaio che sente i rumori delle lancette nelle teste della gente, e allora come un bambino le deve aprire e mangiarsi il cervello. Tutti cercano di ammazzarlo, ma ogni volta lo tramortiscono solamente e poi se lo dimenticano lì per terra durante la sigla di coda di modo che lui possa tornare all’attacco nella puntata o nella serie seguente. Del continuum spaziotemporale si potrebbe parlare per nanosecondi, il futuro può essere cambiato, ma, homer docet, schiacciare un insetto potrebbe incasinare un bel po’ le cose, mentre quello che viene cambiato lì è solo il problema relativo alla serie in corso. Petrelli il supereroe con tutti i poteri cosa fa quando si trova il cattivo davanti? Ferma il tempo per dargli una sussa? No gli lancia delle sfere colorate tipo supertele per tramortirlo fino alla puntata successiva. L’uomo che può diventare trasparente lo uccidono un paio di volte sparandolo. L’uomo a cui passano le cose attraverso pure, lo uccidono con la pistola. Quasi tutti imparano a dipingere il futuro e se qualcuno vede nel futuro la sua morte fa di tutto per trovarsi nel momento e nel posto esatto in cui deve essere ucciso. Un gustosissimo telefilm che ti lascia sempre qualche dubbio e una bandiera americana arrotolata nell’intestino.

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Consigliatissimo telefilm sul sesso sfrenato, mi pare che all’interno ci siano anche dei medici chirurghi o qualcosa di simile. Il cast è ben scelto dalla famelica Shonda Rhimes e malamente utilizzato da alcuni sceneggiatori psicotici, quelli per intenderci che hanno scioperato per mesi.

Anatomia del brachicardio

Il primo paradosso si crea per la nascita di un amore, quello vero, tra i due protagonisti, ovvero il dottor Sheppard, che decide per un banale tradimento (qualcuno poi per correggere il tiro lo farà diventare una cosa reiterata) di lasciare la dottoressa Montgomery, più bella di Carla Bruni, una dea dell’intelligenza, con capacità fuori dal comune, con una sensibilità che commuove, uno spirito di responsabilità e una forza d’animo introvabili, in favore di Meredith Grey, bella ma meno attraente, secca come un chiodo, piatta come un pianerottolo, con il cervello di un pavone, insicura, emotivamente instabile, e che se non si fa le sopracciglia e scrive welcome può shpalmarsi sul pianerottolo di prima. Seconda coppia che scoppia: Preston Burke il mitico cardiochirurgo si mette con una tipa a cui hanno dedicato subito il sito: Sandra Oh è brutta. A me personalmente piace, ma obbiettivamente… Invece nel telefilm dicono che è troppo bona. Di un’acidità unica, e completamente diversa da Preston. Pensate a un tipo che dispone le mutande in ordine alfabetico, fidanzato con una ragazza che mette i cartoni delle pizze insieme alla biancheria intima. Obbiettivamente non ci stanno a fare niente. Infatti Preston alla fine della terza serie mentre si sta per sposare esce a mandare la tipa a quel paese e se ne va a lavorare come istruttore della donna bionica, serie che verrà poi interrotta per lo sciopero degli sceneggiatori psicopatici. Mentre Madison è andata a Desperate Housewives, altri caratteri continuano a trasformarsi durante il corso del telefilm, la nazista cosidetta, diventa una mamma apprensiva e poco propensa al comando, il secchione dovrà ripetere il tirocinio, e la modella più bona delle corsie del Seattle Grace si mette con il ciccio buliccio, che si lascia una ragazza super focosa dopo averla sposata a Las Vegas durante un esplosivo quanto breve impeto di passione. Il tutto cotto a fuoco lento. Si parte molto bene, bellissime le prime due serie, poi la minestra si secca. Lost docet.