La nostra immensa filmografia non conosce limiti di tempo e di genere. Gli anni ’80 erano appena finiti quando negli sterrati dove ben presto avrebbero costruito le più immense circonvallazioni della Costa Smeralda il dinamico duo composto dai soliti Axel Andreares e Steve Carrebat, girò senza patente le prime riprese di Super Carriola, uno dei loro nuovi sceneggiati di fantascemenza, e durante la notte il prologo di un altro loro famoso sequel, in cui Axel ritrovando la tomba di Ken sancisce la sua meritevole successione alla divina scuola di Holbiuto e l’inizio della nuova stagione di Axel il guerriero.

Super Carriola, una macchina che non fa due metri senza che le candele esplodano, o i pistoni si inceppino era il mezzo utilizzato dai due indomabili detective per la risoluzione dei casi più complessi. Ricordo che erano infallibili: il morto ci scappava sempre, a causa di una gomma forata o dello sbrodamento della benzina arrivavano infatti sempre in ritardo e l’omicida veniva sempre travolto da Super Carriola, la maggior parte delle volte per sbaglio dal momento che non si riusciva mai a frenare in tempo, sai, con tutti quei pulsanti elettronici.

Ecco come nacque Axel il guerriero. Un combattente dal cuore nobile e dall’atteggiamento losco. Con le cuffie sempre alle orecchie e il suo giumbotto in pelle, spietato con i deboli e feroce con gli oppressi. Amico dei potenti e mandrillo con le donne. Insomma un eroe dei nostri tempi, un politico. Pessima qualità, montaggi analogici su ripresa a video, ma tanto amore per i nostri ormai lontani anni ’80 e un sacco di nostalgia.

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