gennaio 2008


Nakamura e Hayden

Heroes è un piacevolissimo telefilm di fantascienza di stampo fumettistico. L’evoluzione genetica che ha impiegato milioni di anni per farci diventare salamandre pinnate a partire dai tonni, a un certo punto si risveglia e nel giro di poche settimane sforna dei piccoli nuovi plugin genetici che addobbano un ingegnte manipolo di (ma guarda un po’) terrestri di stirpe americana, con nuovi strabilianti poteri.

La storia di ogni serie è: “salviamo il mondo da qualcosa che noi stiamo per provocare, sicchè nessuno abbia il tempo per godersi in santa pace dei superpoteri divertentissimi“. La maggior parte dei problemi nasce dalle incomprensioni, tra le persone, tra gli illusionisti, tra gli eroi e la cosiddetta compagnia che non si capisce bene cosa voglia fare. Semplicemente per il fatto che nessuno, sia esso buono o cattivo, con o senza effetti speciali, cheerleader o puresh, risponde alle tue domande.

Heroes

Di poteri ce ne sono di tutti i tipi, ma tutti hanno dei bug. Per esempio Nakamura viaggia nel tempo solo se strizza gli occhi, e se sta 5 mesi nel passato quando torna sono passati 5 mesi. Il cattivo è un orologiaio che sente i rumori delle lancette nelle teste della gente, e allora come un bambino le deve aprire e mangiarsi il cervello. Tutti cercano di ammazzarlo, ma ogni volta lo tramortiscono solamente e poi se lo dimenticano lì per terra durante la sigla di coda di modo che lui possa tornare all’attacco nella puntata o nella serie seguente. Del continuum spaziotemporale si potrebbe parlare per nanosecondi, il futuro può essere cambiato, ma, homer docet, schiacciare un insetto potrebbe incasinare un bel po’ le cose, mentre quello che viene cambiato lì è solo il problema relativo alla serie in corso. Petrelli il supereroe con tutti i poteri cosa fa quando si trova il cattivo davanti? Ferma il tempo per dargli una sussa? No gli lancia delle sfere colorate tipo supertele per tramortirlo fino alla puntata successiva. L’uomo che può diventare trasparente lo uccidono un paio di volte sparandolo. L’uomo a cui passano le cose attraverso pure, lo uccidono con la pistola. Quasi tutti imparano a dipingere il futuro e se qualcuno vede nel futuro la sua morte fa di tutto per trovarsi nel momento e nel posto esatto in cui deve essere ucciso. Un gustosissimo telefilm che ti lascia sempre qualche dubbio e una bandiera americana arrotolata nell’intestino.

Cacca Ice Cream

Vengono serviti, riveriti e coccolati da mane a sera. Hanno un pasto sicuro e mangiano abbondante e spesso variegato, anche se la maggior parte delle volte non hanno nessuna pretesa. Quando escono se ne hanno necessità vengono sempre accompagnati. Se vogliono ti urinano sull’uscio e comunque lo fanno dove il desiderio li direziona. Se devono fare la popò la fanno con il sedere all’aria asciugando poi le chiappe al vento come la natura vuole, e hanno spesso una signora con la borsetta rosa e l’odor di calendula che gli raccoglie il prodotto interno lordo con i nuovi fazzoletti al gusto di menta. Il peggio che può succedere è che si puliscano il ricciolino rimasto sul divano di casa. Nessuno li giudica per questo, anzi la maggior parte delle volte vengono salutati con un sorriso e una carezza. Non si lavano, al massimo si lasciano lavare, non si preoccupano di pettinarsi, o di rifarsi il letto, o di prepararsi da mangiare, c’è sempre qualcuno che pensa a loro.

Chi sono? Dei miliardari eccentrici? No, sono i cani, tra gli animali domestici più esigenti e fortunati. Molti tra quelli di loro che vivono in Italia, campano meglio della maggior parte degli abitanti del pianeta terra, alcuni dei quali devono bere il loro sangue e mangiare terra sporca per non morire. In questo mondo dove lo stravolgimento è ormai completo, persino gli animali contano più degli esseri umani e dei ricercatori precari. In un’Europa infettata dall’instabilità mentale degli italiani, popolo esasperato dal progresso, si sta per varare una legge per la quale gli animali dovranno essere tutelati al pari degli esseri umani. E gli esseri umani pagheranno non più solo i maltrattamenti, ma anche se il cordino del guinzaglio sarà troppo corto, se il bagnetto non sarà abbastanza tiepido, se il pasto non sarà sufficientemente buono.

Allora, visto che un bambino etilope da accudire non lo vuoi, prendi me, scegli me! Mangio qualsiasi cosa, imparo immediatamente il punto in cui devo fare i bisogni e posso anche cambiarmi la sabbietta da solo. Sebbene possa divertirti con un discreto numero di giochetti, rimango la maggior parte del tempo in un angolo del divano a leccarmi le gonadi, e all’occorrenza posso coinvolgerti in una piacevole conversazione. Non sporco quasi per niente, perdo solo un po’ di pelo, e ci sono dei rari giorni in cui sono adorabile.

Lucchetto

Nuovo post, diario aperto per futura memoria, per ricordarmi che è passata un’altra di quelle congiunzioni astrali che attraversano le nostre esistenze come un treno appena partito, e che hai tardato a prendere per una manciata di secondi, o perchè come succede la maggior parte delle volte, non avevi capito che quello era un treno.

Ancora una volta, ma stavolta nel tempo di una nutazione non di un’eclissi, mi trovai per un incrocio a raso dove convergevano strade che avevo percorso, (altro…)

Consigliatissimo telefilm sul sesso sfrenato, mi pare che all’interno ci siano anche dei medici chirurghi o qualcosa di simile. Il cast è ben scelto dalla famelica Shonda Rhimes e malamente utilizzato da alcuni sceneggiatori psicotici, quelli per intenderci che hanno scioperato per mesi.

Anatomia del brachicardio

Il primo paradosso si crea per la nascita di un amore, quello vero, tra i due protagonisti, ovvero il dottor Sheppard, che decide per un banale tradimento (qualcuno poi per correggere il tiro lo farà diventare una cosa reiterata) di lasciare la dottoressa Montgomery, più bella di Carla Bruni, una dea dell’intelligenza, con capacità fuori dal comune, con una sensibilità che commuove, uno spirito di responsabilità e una forza d’animo introvabili, in favore di Meredith Grey, bella ma meno attraente, secca come un chiodo, piatta come un pianerottolo, con il cervello di un pavone, insicura, emotivamente instabile, e che se non si fa le sopracciglia e scrive welcome può shpalmarsi sul pianerottolo di prima. Seconda coppia che scoppia: Preston Burke il mitico cardiochirurgo si mette con una tipa a cui hanno dedicato subito il sito: Sandra Oh è brutta. A me personalmente piace, ma obbiettivamente… Invece nel telefilm dicono che è troppo bona. Di un’acidità unica, e completamente diversa da Preston. Pensate a un tipo che dispone le mutande in ordine alfabetico, fidanzato con una ragazza che mette i cartoni delle pizze insieme alla biancheria intima. Obbiettivamente non ci stanno a fare niente. Infatti Preston alla fine della terza serie mentre si sta per sposare esce a mandare la tipa a quel paese e se ne va a lavorare come istruttore della donna bionica, serie che verrà poi interrotta per lo sciopero degli sceneggiatori psicopatici. Mentre Madison è andata a Desperate Housewives, altri caratteri continuano a trasformarsi durante il corso del telefilm, la nazista cosidetta, diventa una mamma apprensiva e poco propensa al comando, il secchione dovrà ripetere il tirocinio, e la modella più bona delle corsie del Seattle Grace si mette con il ciccio buliccio, che si lascia una ragazza super focosa dopo averla sposata a Las Vegas durante un esplosivo quanto breve impeto di passione. Il tutto cotto a fuoco lento. Si parte molto bene, bellissime le prime due serie, poi la minestra si secca. Lost docet.

La nostra immensa filmografia non conosce limiti di tempo e di genere. Gli anni ’80 erano appena finiti quando negli sterrati dove ben presto avrebbero costruito le più immense circonvallazioni della Costa Smeralda il dinamico duo composto dai soliti Axel Andreares e Steve Carrebat, girò senza patente le prime riprese di Super Carriola, uno dei loro nuovi sceneggiati di fantascemenza, e durante la notte il prologo di un altro loro famoso sequel, in cui Axel ritrovando la tomba di Ken sancisce la sua meritevole successione alla divina scuola di Holbiuto e l’inizio della nuova stagione di Axel il guerriero.

Super Carriola, una macchina che non fa due metri senza che le candele esplodano, o i pistoni si inceppino era il mezzo utilizzato dai due indomabili detective per la risoluzione dei casi più complessi. Ricordo che erano infallibili: il morto ci scappava sempre, a causa di una gomma forata o dello sbrodamento della benzina arrivavano infatti sempre in ritardo e l’omicida veniva sempre travolto da Super Carriola, la maggior parte delle volte per sbaglio dal momento che non si riusciva mai a frenare in tempo, sai, con tutti quei pulsanti elettronici.

Ecco come nacque Axel il guerriero. Un combattente dal cuore nobile e dall’atteggiamento losco. Con le cuffie sempre alle orecchie e il suo giumbotto in pelle, spietato con i deboli e feroce con gli oppressi. Amico dei potenti e mandrillo con le donne. Insomma un eroe dei nostri tempi, un politico. Pessima qualità, montaggi analogici su ripresa a video, ma tanto amore per i nostri ormai lontani anni ’80 e un sacco di nostalgia.

Chiamata senza risposta

Data Astrale 2007, ancora la Telecom mantiene il monopolio sulle infrastrutture telefoniche del nostro paese, alla faccia della liberalizzazione. Le cose cambieranno ma con un’inerzia che come la puzza del nostro stivale sfianca l’utente di qualsiasi servizio. Con i soldi che la telecom ha avuto dagli italiani ora avremmo potuto chiamare gratis anche nelle intergalattiche. Solo con le truffe dell’144 avremmo evitato un paio di finanziarie, e con quello che è riuscito a fare il tronchetto, ovvero affossare con debiti di centinaia di miliardi di euro, un’azienda pseudostatale che detiene tuttora il monopolio, e continuare a girare tranquillo in un 24 metri con una moglie come Afef, (provate voi a non pagare 100 euro di multa) avremmo potuto eclissare la notorietà di qualsiasi mago dell’illusionismo, da Houdini a Daniel Chesterfield.

Cellulare in borsello

Invece paghiamo, più degli altri in europa come al solito, le telefonate e l’adsl più antifunzionali del vecchio e malandato continente. Smettere quasi di pagare o diminuire i costi delle vostre telefonate si può. Intanto togliete telecom. Deve scomparire. Poi buttate Sky, tagliate i vostri fili da burattini con la scusa che ce l’avete per vedere Discovery Channel e mettetevi internet. Cercate in rete le migliori offerte, su internet c’è tutto. Per telefonare, due servizi al momento ben funzionanti sono: Voipwise che vi permette di fare chiamate e mandare sms gratuiti di prova e poi dopo l’inserzione di un credito di 10€ per mesi, dopo i quali userete i 10€ a tariffe che vi renderanno difficile finirli. E Flashphone che vi consente di fare gratis ogni giorno un certo numero di chiamate sotto i 3 minuti. Appena l’ho consigliato a LaMiaTariffa.it lo hanno messo in prima pagina. Mi dispiace che non ci siamo conosciuti prima, altrimenti soldi alla Telecom e alla Tim, non ne avreste mai dati. A proposito, buttate TIM dai vostri parapetti, per quanto riguarda i cellulari le tariffe migliori sono 3 (Super 5) per chi telefona molto, wind (Wind 9 *offerta limitata*, o wind super senza scatto) per chi telefona poco, Omnitel per chi sta appresso alle offerte.

Approfitto per una promozione pubblicitaria. Ho una rara e preziosissima scheda rossa in più, una vecchia tariffa della TIM che fa fare chiamate a 190 lire (circa 9€cent) nei festivi e dalle 20.30 in poi tutti i giorni e a 100 lire (circa 5€cent!!!) dalle 22.30 in poi! Se qualcuno è interessato me lo faccia sapere.

Ricordatevi che i ragazzi che vogliono fare di loro capriccio e a modo loro, prima o poi se ne pentono.

Sfuggita

Ci sono battute che entrate ormai nell’immaginario collettivo ci vengono tirate fuori dalla bocca per forza ed Enzo Amato ne ha raccolte un paio di dozzine durante una delle mie interviste nel settembre 2007. – Ci pensavo proprio l’altro giorno – racconta Amato – ci sono delle “battute” che la gente fa e che sono vecchie come Garibaldi, battute provenienti non si sa da quale epoca ma che si ripetono, immutate, nei secoli dei secoli, amen. Battute che forse facevano ridere ai tempi dei film di Pierino ma che ora hanno perso tutto il proprio fascino, scadute e deturpate della loro ironia natale. E ogni volta che le sento mi chiedo perché nessuno si è ancora stancato di farle. Perché non sono le battute ad essere scontate ma quei cretini che le fanno, convinti ogni volta di aver detto la cosa più divertente che si potesse dire. Ti guardano con il loro sorrisone in trepida attesa di una tua risata/assenso… risata che non arriverà mai. Avete ancora capito di che genere di battute parlo? Sono quelle dei simpaticoni di turno, che con aria di leggera superiorità le elargiscono al mondo come caramelle dalle tasche: ti sfornano subito pronta la loro ironia. Battute inutili. – E tralasciando le vicende del fantasma formaggino comincia citando alcuni esempi:

  • Quando passa un’ambulanza o un’auto della polizia c’è sempre qualcuno che dice “Ti sono venuti a prendere”, o in alternativa si sbracciano dicendo: “è qui!!”
  • Quando un ragazzo è un po’ più alto del solito c’è sempre un parente che gli chiede “Ma a casa tua hanno dovuto alzare le porte?, anche si dice: “Ma cosa fanno ti annaffiano i piedi?”
  • Se ti vedono lavare la macchina i vicini ti dicono sempre “Che bravo, perché dopo non passi a lavare anche la mia?”
  • Se hai la barba un po’ incolta c’è sempre quello che commenta “Mi sembri Gesù Cristo, devi fare la processione del Giovedì Santo?” (altro…)

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