novembre 2007


Per salutare i quattro numerosi lettori del blog posto un’ottima ricetta natalizia che neanche il prestigioso blog della trattoria muvara annovera tra le sue rinomate pietanze. Si tratta del Frigo Mix, il fantastico piatto che si prepara per festeggiare il giorno prima della partenza in treno o in nave. In aereo, sempre a causa delle nuove norme degli americani per limitare la nostra libertà, non si può più portare, perché considerato esplosivo generico al pari della pericolosissima acqua minerale o del pernicioso liquido per le lenti a contatto.

Frigo Mix

La leggenda narra che questo piatto nacque durante le tradizionali partenze prevacanziere in un villaggio di pescatori, dove si rivelava spesso necessario svuotare il frigo per scongelarlo prima dell’esodo. La ricetta è semplicissima, si versa dell’olio (se c’è, altrimenti pazienza) in una padella, e si sbollenta. A questo punto si apre il frigo e si butta dentro la padella tutto quello che ancora avanzava. Il contenuto pronto si riverserà all’interno di propedeutici panini che durante il viaggio sbalordiranno gli astanti. Nell’esempio un tipico padellino ricco di piselli, cipolle inumidite nel latte, un pezzo di pane trovato in un armadio, un cornetto montebovi non terminato, burro, e aglio per i vampiri, il tutto cotto a fuoco lento in una padella usata per asciugare i calzini, su dei fornelli dove lo sporco ha ormai la vittoria in pugno per non rendere sterile il sapore della prelibatezza. Accompagnate il piatto con una bevanda speciale come il classicissimo drink cinese alla pesca cotogna della nostra foto.

Non mi resta ordunque che augurarvi buon viaggio, auguri e sopratutto, addio.

Wayl
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Il chrogiuoli questi giorni mi ha fatto vedere due delle cose più sconcertanti degli ultimi mesi: The Bourn Ultimatum e il filmato delle Hansel Twins.

Dal momento in cui ho finito di vederlo fino a oggi, nell’unica testa che ho girano vorticosamente un insieme immenso di domande. Vogliamo discutere sulle implicazioni di questa incredibile storia? Ad esempio quanti regali le fai? Uno o due? Certo, questo dipende forse da cosa le regali, se un cappello o una maglietta. Chi batte le mani? Quando guidano chi decide dove andare? Cosa votano? Quando votano, il segreto elettorale come lo tutelano? E quanti voti mettono? Si danno il bacio della buona notte? E se qualcuna di loro russa di chi è la colpa? Di chi mi sono innamorato prima? Durante la lezione se alza una mano chi è che sta per rispondere? E se fanno un compito possono suggerire? Chi lo fa? Una mano lava l’altra? E se cominciano a prendersi a testate? Bisticciano? E chi strappa i capelli di chi? Chi decide quando andare a fare pipì o tirare una puzza? E se una tira una puzza, l’altra se ne accorge? Con quanti ragazzi si devono fidanzare? E chi lo bacia al ragazzo? E chi lo riabbottona? Se le chiamano da dietro da che parte si girano? Se una testa ha sonno e l’altra no? Se una trattiene il respiro e l’altra urla contemporaneamente? Vi prego rispondetemi, a qualcosa hanno già risposto loro da piccole, quando erano alte uguali.

Superbo condottiero, fiero, maschio e volitivo; ne le tue verba la meta, ne li tuoi gesti l’essenza. Guidaci, donaci luce e indicaci la via. Prode, strenuo e indefesso; ne li tuoi occhi il senso, ne li tuoi “a noi!” la risposta:

unz unz unz unz unz unz unz unz imbroh unz unz unz unz unz unz unz unz unz fascismo unz unz unz unz imbroh adulto unz unz unz risate unz unz unz unz unz daniele unz unz unz unz Vai! unz unz unz unz discorso unz unz unz unz applausi unz unz unz unz unz unz disco unz unz unz unz un po’ meno applausi unz unz unz unz cus unz unz unz unz artista unz unz unz gente andandosene unz unz benito unz unz unz ploffete.

Foglie Volanti

Sembra che Enzo Biagi pochi giorni prima di morire avesse detto ad un’infermiera

Si sta come d’autunno
sugli alberi
le foglie

citando la poesia “Soldati” di Ungaretti, aggiungendo poi “ma tira un forte vento…”, segno di una lucidità intellettuale di cui gli italiani grazie alla tirannia mediatica, quella vera, non hanno potuto godere fino alla fine. E forse oggi ha deciso che “bastava davvero così”.

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Fine periodo nero.

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La vita è come un qualunque fine settimana: nutri un sacco di aspettative e d’un tratto è già una inutile domenica sera. Senza che sia successo assolutamente niente, al massimo una febbre equina che ha eliminato il piacere di quel poco tempo a disposizione per te stesso. La vita è come una gelata precoce: arriva senza che nessuno ti avvisi prima, devi solo attendere che passi.

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Questo bunker stantio non lo scalfiscono neanche le bombe. Bisognerà disttruggerlo dall’interno.

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