Pedofagia

Un mio amico fa il medico oculista. E come tutti i medici tenta in maniera maldestra di curare le persone. In più è italiano, e come tutti gli italiani fa le cose in maniera superficiale e arraffazzonata. Ha conosciuto questa estate una bella ragazza dell’est, con il suo ombrellino decorato, il suo tatuaggetto sul fondoschiena e se n’è subito innamorato. Per sbalordirla, ha tentato di porre rimedio ai continui malditesta di lei diagnosticandole un astigmatismo ipermetropico composto. In seguito alla diagnosi, peraltro corretta ha però scambiato nel reperto corneale l’occhio destro con quello sinistro. Dopo che l’ottico montò le nuove lenti, lei disse di vederci doppio e molto sfuocato, ma lui la assicurava che era tutto a posto e che il suo occhio si doveva solo “abituare” alla nuova condizione.

Quando tornò a Klapedia il suo ottico di fiducia le rifece una veloce visita, chiedendole accigliato chi avesse attentato così spudoratamente alla sua salute. Lei infuriata gli spiegò tutto e nella foga prese a raccontare le disavventure che avevano costellato la sua breve vacanza. I treni sempre in ritardo, la scortesia e l’inefficienza dei croupiers che nelle sale d’attesa aeroportuali e nelle file interminabili agli uffici pubblici non erano in grado di dare un’informazione comprensibile. Spiegò che in Italia le cose si fanno solo per sport o per piacere. Parole come dovere, meticolosità o precisione non si confanno alla nostra indole di popolo ignavo e polentone. Delegare un compito ad un italiano è un’opera di carità che non sempre puoi permetterti date le circostanze di emergenza in cui sei solito trovarti.

Io a malinquore ho dovuto dare ragione a Jenny Star, la bella e irruente ragazza russa, sopratutto dopo che lui riassunse la storia con un riduttivo e quantomeno superficiale “può succedere”. Infatti anche io da poco ho dovuto effettuare sul mio corpo un veloce intervento di isterectomia parziale con annessiectomia bilaterale e sospensione della cupola vaginale ai legamenti uterosacrali. Affidarmi ad un medico chirurgo mi sembrava azzardato, ho dovuto quindi affrontare il problema come al solito, con lo studio, la progettazione, l’implementazione e lo sviluppo, e risolverlo con i soliti mezzi della nonna: un pizzico di buona volontà, una sacchetta di aulin e alcuni strumenti utilizzati notoriamente dai terroristi dell’undici settembre: i contonfioc.

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