Er Papa

Due ragazzi, insieme, dico ormai da tempo, stavano per festeggiare il loro trentaquattresimo bioanniversario da coppia di fatto. Il sole ormai stava per essere smaltito dal grande cratere di una delle sei lune previste dal camerlengo, quando lui, che finalmente riusciva a trovarsi solo nella stanza delle riserve energetiche con la sua amata, aprì quella confezione in cartone biodegradabile ormai disintegratasi nelle sue mani.

– “Cara, questo è per te.” – Disse con un sorriso timido e una guancia in putrefazione. – “Oiamommia, ma è a tipo un diamante a impatto zero! Ceh, grazie!! Diamantissimo!!” – Lui le sorrise e incastrò la mano nei suoi capelli. Lei pensò di abbracciarlo ma proprio in quel momento un terzino dell’Empoli segnava una interessantissima autorete, ed esclamò: – “Oia ceeh, tutta quanta!” – Lui allora un po’ interdetto continuò: – “Stasera voglio offrirti una cena a lume di elettrolisi, ieri mi sono comportato proprio come un eco-mostro. Ma sai quanto tengo al fatto che il nostro bambino goda di uno sviluppo sostenibile, ittastoccada.” – “Lah, sceddhaun, preoccupandoti a tipo… oiaaa!” – “Ehm,” – bisbigliò lui controllando un moto convulso della palpebra mentre lei faceva zapping su Maria de Filippi – “ho appena dissotterrato per te alcune genziane omg, piantate l’anno degli ecoincentivi, quando ti ho conosciuta rovistando tra i pneumatici.” – “Sceddauh! Piacendomi troppo, Ceeeh non faiii!! Mi infilo le scarpe a tipo per raccogliere i crackers da terra e arrivo. Ittaaa, oia! Puoi spegnere tu i termovalorizzatori che il tronista è facendo?” -“D’accordo,” – disse lui – “produco un paio di chili di biomassa e andiamo! EEEuunllampuuuh!!” –

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