Bloody Mary

Ieri notte, rientravo a casa da sola. Era esattamente mezzanotte quando ho varcato la porta d’ingresso del palazzo, ho risalito quei pochi gradini e ho richiamato l’ascensore dal terzo piano in cui era fermo. Aperte le portine interne, ho chiesto al demone giallo che lo zio Wayl mi aveva gentilmente prestato per agevolarmi il rientro, di impennarsi per consentirci l’ingresso.

Siamo entrati in quell’angusto spazio mentre le porte si chiudevano subito dietro con un tonfo innaturale. Solo dopo aver spinto il bottone numero 22, con un’azione del tutto naturale ho guardato il pavimento dell’ascensore… una pozza rossiccia si stava formando, goccia dopo goccia, al di sotto della mia mano sinistra che ancora reggeva il sellino della bici… Il mio primo pensiero è stato: cosa è successo? Dove sento dolore? Cosa ho fatto alla mia mano?… Ho controllato nervosamente la mano… non c’era nessuna apertura… non era la mano che gocciolava!!! Allora ho dato spazio al mio secondo pensiero: come dentro a un film… avevo il timore di sollevare gli occhi per trovare un cadavere sgozzato… ho preso coraggio e ho alzato lo sguardo al soffitto. Ero incredula! Il soffitto dell’ascensore era pulito! ma la pozza rossa si ingrandiva, le gocce impattando sul pavimento, mi macchiavano i pantaloni… Cosa ha fatto lo zio Wayl? E’ il demone che sanguina!!! Ecco finalmente il pensiero illuminante: lo zio Wayl ha lasciato la bici fuori casa sotto un temporale… e ora lei sta male… vomita la ruggine che ha dentro di sè.

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