ProteomaUno studio condotto da Gérard van Kalmthout dimostra che l’83.2% dei vegetariani lo è per scelta piuttosto che a causa di disturbi alimentari di vario tipo, perchè non vuole ingerire esseri il cui livello di coscienza si trova esattamente tra il premonire la morte e il riuscire ad evitarla. Non mangiano pesce, anche se quando esce dall’acqua esso scodinzola. Non mangiano il pollo, perchè anche quest’ultimo ha diritto a soffrire nel momento in cui viene spennato.

Mangiano però le uova, rendendo quindi vano ogni loro sforzo, dato che per produrle le galline vengano mantenute sotto condizioni di stress, con illuminazione di 23 ore su 24 e vari meccanismi per aumentare il loro continuo stato di allerta. I vegetariani non autocontraddittori, i poveri “vegani”, patiscono pene peggiori di quelle degli animali la cui possibilità di realizzarsi nella vita tentano di salvaguardare. “E ovvio dedurre” – spiega Neuman Eigentijdse, biopatologo di un’importante università medica dell’Arkansas – “che l’essere umano la cui struttura fisica si è evoluta nei millenni per gestire metabolicamente i prodotti della caccia e della pesca” risenta pesantemente degli effetti di una dieta di questo tipo, come dimostrano le morti e le difficilmente arginabili patologie diffuse tra i vegani.

Ma una scoperta sensazionale permetterà finalmente ai vegetariani di uscire dal loro incubo peggiore: la verza inzuppata nella passata di cavoli a merenda sostituita dal nuovo proteoma QDLMMN con il quale è possibile ricavare in via del tutto artificiale delle fibre di carne di un ottimo sapore simile al manzo adolescente. L’azienda americana MacDonald ha già promosso i primi prodotti, nei menu mc Nuggets, e nelle carni degli ottimi spuntini messicani. La proposta sta avendo un particolare e inaspettato successo sopratutto in Francia e in Tailandia.

Rimane il problema delle uova, ma non ditelo ai vegetariani.

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