L’altro giorno passeggiavo spensierato al suono di una bellissima canzone, a detta di tutti la più bella canzone blues mai scritta. Il titolo è “blue day” del penultimo album di Richard Galliano: New York Tango. Questo CD è stato uno dei migliori acquisti mai fatto da generazioni nella famiglia di mio cognato. Ha acquistato il cd perchè stava cercando proprio lei, la mitica blue day. Ma io non potevo sospettare quale canzone sarebbe stata scelta per adempiere il delicato compito di aprire cotanto album.

Questa canzone si chiama “vuelvo al sur“. E non voglio spendere parole su questa canzone, preferisco riappropriarmi per un attimo del lemma che utilizzò Dante Alighieri per descrivere il paradiso (un qualcosa la cui bellezza non può essere descritta) per parlarvi del sesto accordo che si trova nelle prime battute del brano. Quell’accordo è ineffabile.

E’ un accordo pieno, completo, saturo, che non perde la malinconia del precedente ma suggerisce il vigore del successivo, che copre la gamma di Richardsensazioni più vasta che può essere rappresentata con un unico gesto, che fonde i colori in una pasta soffice che pennella lo sfondo dei vostri pensieri, che corica dolcemente su una tastiera infinita di toni placidi e soavi sussurri, e vi fa splendere il sole sulla testa dopo una giornata iniziata bene come non mai, perchè avete messo blue day al posto del suono della sveglia.

Richard Galliano, come sapete è l’unico che può suonare un tipo di chitarra costruita apposta per lui dal famoso maestro liutaio greco Tapp Inetemus nota come Manuschè. La chitarra ha 9 corde che vengono toccate con maestria dalle 6 dita delle mani dell’artista, solo lui capace ovviamente di eseguire accordi belli e impossibili come quello che vi ho appena consigliato. Da acquistare assolutamente: voto da uno a dieci? Beh non può che scapparmi un bel 12!

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