Gambe a rete

Come sapete tutti da qualche giorno (in maniera effettiva da ieri o ieri l’altro) il vecchio caro Razorback ha chiuso. La MPAA (Motion Picture of America Association) che da tempo ha accusato l’associazione di diffondere illegalmente non solo film, ma opere intellettuali di qualsiasi tipo, alcune delle quali incentivanti a terrorismo, pedofilia, e tante altre parole che secondo il trand della nostra epoca indignano l’uomo del giappone, ha dichiarato che la chiusura di Razorback è una vittoria per la lotta contro la diffusione illegale di materiali multimediatici, che circolano su Internet attraverso il p2p. La gente dichiara invece che l’unico posto nel mondo dove ancora vige davvero la libertà di pensiero di opinione e di espressione dell’opinione sta cominciando a scricchiolare.

Di solito è difficile percorrerla (sopratutto per gli italiani che nelle cose si lamentano, e poi si rassegnano e si adattano, per fortuna siamo sempre di meno) ma la seconda strada c’è sempre. Basta! scollegate i server, abbandonateli, tanto se non voi qualcuno ci andrà di mezzo, come lo svizzero che stava anche tentando di regolamentare questo flusso di dati. Spostiamo tutto sulla rete kad e non ne parliamo più.

Palladium è alle porte, e allora il contenuto di un singolo brano legherà univocamente voi ad un costosissimo contratto di licenza. Un codice sarà tutelato fino all’unità operazionale. Non potrete inviare un filmato fatto con la vostra telecamera ai vostri amici senza pagare prima il dazio alle multinazionali. Anche qui ecco una seconda strada per evitare il 1984!

E poi ci sarà sempre un cinese che ci venderà una scheda madre di penultima generazione, e un marocchino che girerà con il suo borsone, e un tappeto arrotolato attorno a una scatola di dvd masterizzati con la vecchia tecnica dell’ago. Le multinazionali sono davvero potenti, lo sono sempre di più, ma sono delle oligarchie… e la controinformazione in questi ultimi mesi e anni è rimasta per troppo tempo fuori controllo. Troppi di noi hanno provato il piacere della libertà, e siamo forse troppo numerosi perchè non si possa creare sempre una seconda strada, un’alternativa. Forse il punto di non ritorno è stato raggiunto… le oligarchie sebbene potenti non posso sovrastare una così enorme massa.

… a meno che questa non diventi una biomassa.

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