Oggi non sapevo cosa fare. Ho malauguratamente deciso di eseguire un operazione che per molti di voi sarà difficile da comprendere. Volevo creare un collegamento ad un applicazione sul menu contestuale SendTo di un certo tipo di file (html). Mi avevano avvisato che mentre su windows fai un copia incolla, su linux questa sarebbe risultata un’operazione delicata; ma io che sono un potente hacker sicuro delle sue capacità non mi sono messo problemi e ho tirato dritto per la mia strada.

Dopo mezza giornata ho subito capito come scaricare l’applicazione idonea a quella distribuzione di linux particolare, e appoggiarla sul desktop facendo particolare attenzione a non disturbare le altre icone che sono riuscito a sistemare in riga senza particolari perdite in vite umane.

A bell'ubuntu

Per installare l’applicazione sono sceso all’inferno passando per lo stige, in modo da oltrepassare un pò bruciacchiato le colonne d’ercole. Ho avuto qualche problema quando paracadutandomi dall’elicottero su fortknox per arrivare ai sotterranei non ho ottenuto la password di accesso per usare il computer della moglie di bill gates come proxy, e allora dopo un paio di tentativi mi sono rotto le scatole e ho copiato la cartella brutalmente in /usr/bin, perchè ho visto che se si faceva partire un file si apriva l’applicazione con solo 3 o 4 errori critici. Notare, su windows hai poco da scegliere. se proprio non sai dove cavolo si installa l’applicazione, apri un file exe o al massimo se ne sai apri un .com e hai fatto. Su linux no. Le estensioni le hanno abolite. In una cartella con 200 file ad intuito devi capire che cavolo aprire (attenzione al ./ chmod 777 etc.) dopo aver settato i permessi e aver sognato gli angeli e tutti i santi.

Dopo questo importante step ho pensato che la conseguenza logica delle mie azioni potesse essere ben rappresentata dalla creazione di un collegamento sul desktop di quel file. Per farlo ho dovuto risvegliare Osiride ed Apis, e facendoli citofonare da Tutankamon ho potuto avviare lo scheduling automatico delle operazioni sugli spark in parallelo sui giardini pensili di Babilonia che hanno dovuto lavorare ore per crittografare la sequenza di movimenti che mi avrebbe consentito di generare l’extractor del file nel desktop.

Fiero del risultato ma un pò stanco e senza ancora nessun collegamento nel menu contestuale, ho chiesto ad un mio amico ancora più hacker di me che dopo un certo numero di insuccessi mi ha chiesto dubbioso:

  • – hmmm, vediamo… che versione di linux hai?

  • (W) – Mah non lo so aspetta che guardo. ah ecco, mi sembra la 978.32h.left.

  • – Si si, ok, ma quale distribuzione?

  • (W) – Distribuzione? Aspe’.. (plic plic ploc) dovrei avere la debiantani con scappellamento a destra.

  • – Aaaah ecco.. allora sei un matusa! Esiste una distribuzione dove tutte queste operazioni le fai automaticamente, tipo per fare una cartella devi solo tirare giù la Madonna e un paio di santi e sei a posto: è sufficiente che transli temporalmente il pacchetto del driver customer, situato nel kernel tcp ricompilato con il core gcc 2.5, dopodichè avvenuta la transizione con il conto bancario del dalailhama via overspanning inserisci la keyword durante la fase di installazione preceduta da uno scaricamento con bittorrent sul canale preferenziale (altrimenti il numero di versione non sarebbe compatibile con lo stato di attivazione del pacchetto (che devi montare su processore dual garbage a meno che tu non abbia una memoria di 511MB (1 viene usato dall’area di swap che… (… (… (…lisp

N.B. x gli amanti di linux: sebbene il tutto parta da una storia vera e sia per la maggior parte falso notate che il post si trova in umorismo e facezia, e il commento come il post deve esser dunque faceto!!! Immagino qualcosa del tipo: Un giorno io su linux volevo {operazione} e allora ne ho dovuto {azione}

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