Mik

Vi volete davvero lanciare nella stupenda istoria che accompagna la crescita morale e spirituale dei nostri eroi in ambito musicale? Allora compratevi una cohahola e un pacchetto di popcorn, sedetevi comodi ma non distesi, bensì in posizione eretta e continuate a leggere.

Il documento postumo è stato redato da Steve Carrebat, ma Enden Wickers vi ha evidentemente messo mano cambiando tutto, aggiungendo memorie, vaporizzando il documento, ridendo su alcune cose tipo i chitarristi più famosi e correggendo alcuni strafalcioni, quali la mia “Fender” rossa fiammante (Steve smettila di essere invidioso), le 8 note “do re mi fa sol la si dol“, i riccioli ribelli di Steve, e le lezioni di teoria (???)… Aprite i popcorn, o i fonzies… ma non toccate il computer con le mani piene d’olio.

Annake Prima Tournee

In principio fu il MI Minore.

Chitarra virumque cano Arzachenae qui primus ab oris profugus fato venit aede Philippi. Musa mihi causas ingenii ab initio fabulae memora Andreade. Amen.

Raccontare tutto dall’inizio significa andare a scovare, nei ricordi di Enden bambino, il padre di Steve suonare una vecchia chitarra Eko, cercare ancora e ancora per riuscire a trovare quel primo accordo imparato, chissà se per istinto o per volere del fato. –Questo è il mi minore– gli aveva assicurato il padre di Steve dopo essersi accertato che conoscesse le note… e le conosceva tutte e 12, anche se non da molto aveva capito che non erano 8… (il Dol, ebbene si, non esisteva).

Enden frequentava alcune scuole medie; erano gli anni 80, si erano praticamente spenti gli ardori degli anni 70 e ormai il sonno cerebrale collettivo era la realtà: di qui in poi i cosiddetti giovani avrebbero imbrattato le loro labbra con una ridicolissima, oltre che assurda, frase: –Non mi interesso di politica!-… se avessero studiato il greco o almeno la filosofia, se Steve non fumasse la pipa di nascosto, si sarebbero resi conto che quella frase non significa nulla in italiano…

Si, Andrea, quello è un mi minore– gli aveva detto a scuola il suo insegnante di musica mentre egli armeggiava con una chitarra –ma usi le dita sbagliate: non indice e medio ma medio e anulare-. La folgorazione! Che cos’è se non un momento di vita che, per una vertigine di istanti, raggiunge l’assoluto? Enden vide la sua strada e si lanciò negli esperimenti sulla chitarra, trasponendo accordi già noti da tempo immemore sulle sei corde, talvolta abusandone (vedi il re).

Già sapeva suonare sia la tastiera (con due mani! Per questo fu un tastierista ricercato) che la chitarra, seguendo alcune lezioni di teoria (Quali? n.d.a) che, per fortuna, con l’andare del tempo avrebbe dimenticato. Ma, si sa, il talento non è generoso e si concesse ad Enden nella chitarra e non nella tastiera.

Ritocchi

Un bel giorno…

Così un bel giorno il nostro eroe la vide: eccola! Silenziosa e luccicante dietro la vetrina! Lei! Lei! Lei! Si, Proprio Lei! Lei! La chitarra! Il resto è prevedibile: dopo aver perso gli allenamenti di pallavolo in vista di una importante partita quella Yamaha RGX612s rosso fuoco divenne compagna di viaggio di Enden, insieme ad una cassa (Il marlin tanto agognato da sampei, comprato e rivenduto fino a renderne nullo il costo) e ad una pedaliera korg A3 (recipiente di altre vicissitudini raccontate anch’esse in alcune canzoni), nonché grimaldello per entrare nei gruppi che in quegli anni cominciavano ad intasare il pubblico suolo Arzachenecco.

Furono anni in cui Enden affinò la sua tecnica e maestria, suonando praticamente con tutti i musicisti di Arzachena (il gigolò della musica n.d.A) e la sua fama crebbe a dismisura, invogliata dalle numerose serate a cui partecipò e da alcuni accessi ad alcuni provider. Per molti anni, quando si discuteva su quali fossero i migliori chitarristi di Arzachena, i nomi che venivano fuori erano sempre gli stessi: Enden Wickers e Nicolina Cassano (questo solamente nei bassifondi musicali – sempre n.d.A).

Ben presto la fama di Enden varcò i confini del paese per giungere alle orecchie della città di Olbia, che vanta circa 55.000 abitanti e… Un attimo! Bisogna fare un passo indietro! Altrimenti sarà difficile comprendere come il nome di Enden potesse arrivare, nel 1993, a Paolo Versatile, ora celebre ma allora ancora sconosciuto.

Surrau

L’unione fa la forza!

Bisogna ricordare che Enden conosceva da sempre un tipo assai stravagante che faceva parodie di canzoni senza saper suonare altro che gli strumenti con la lente d’ingrandimento: costui era Steve Carrebat. E non per questioni di dimensione della protuberanza cranica, Steve era (ed è) completamente fuori di testa, ossessionato dall’idea di dover andare sempre controcorrente per affermare la sua individualità. Egli viveva la sua vita nel mondo che si era costruito, prestando il fianco a numerose critiche per il suo atteggiamento, per il portamento da artista sprezzante che manteneva in pubblico e per la sua camminata curiosa.

Locandina Bennato

Enden, spinto dalle patologie di ordine e di classificazione che sin da allora disturbavano i suoi pensieri e si erano manifestate nelle foto della famiglia Carrebat, cercò di dare veste musicale alle canzonette di Steve e lo invogliava ad imparare a suonare la chitarra, senza ottenere risultati. Tuttavia, quando Steve cominciò a strimpellare una chitarra per ripicca nei confronti della sorella, Enden paradossalmente cercò di scongiurare questo nuovo problema a cui non si era abituato e che non rientrava più nei suoi piani. Stiamo parlando dell’estate del 1993!

Nel magico autunno di quell’anno, Steve, che nella sua schizofrenica ribellione aveva dato vita al suo alter ego rock Leave Barrebat, nome che si sarebbe successivamente raffinato. Incontrò Paolo Versatile (allora ancora Paolo Idini) come suo compagno di classe. Ancora un incontro di genialità e fantasia: Paolo suonava da alcuni mesi prima di Steve e i due cominciarono a scambiarsi opinioni, accordi e suggerimenti… e qualcuno stava per tornare sui suoi passi.

Annake le vele

Qualcosa sta per accadere.

Di pari passo a quell’incontro Enden cominciò l’Università e smise di suonare con i gruppi; si era reso conto che suonando appresso a Steve poteva, tramite la continua regressione all’infanzia, creare qualcosa di diverso, lontano dalla comprensione dei più (vedi nella sezione apposita del sito la parte su Le Nostre Storie, opera reiteratamente rinnegata da Steve). Steve e Paolo in quei mesi discussero tanto riguardo ad un album di Edoardo Bennato: “I buoni e i cattivi” era un misto di rock – blues acustico ed urlato che fu la base in cui le menti dei 2 compagni di classe trovarono approdo comune per le collaborazioni del futuro.

Mentre Steve Carrebat e Enden si stordivano la testa suonando centinaia di “cose”, Steve cominciava a tessere le lodi a Paolo del suo amico, chitarrista fenomenale. L’entusiasmo e la curiosità del futuro Versatile spinsero Steve a programmare un incontro fra i due. Intanto il rock e il blues cominciavano ad essere somatizzati da Steve che in preda ai suoi proverbiali raptus cominciò a giocare al Rocker: arrivarono i riccioli ribelli, le basette appuntite, gli occhiali da sole misteriosi, l’ineludibile giubbotto di Jeans fu accompagnato da quello di pelle; seguirono stivali borchiati, maglie strappate, abiti neri, pantaloni di pelle, e il caratteristico odore del rocker. Enden non si preoccupò di questa trasformazione perché capì che era l’unica cosa che rimaneva a Steve da fare per essere ancor più criticato.

Annake Magic

Cosa è successo?

“Niente di particolare. Durante una cena, Enden stava per scattare la sua foto numero 10000, quando ha deciso perentoriamente che il gruppo degli Annake si sarebbe sciolto” risponde Fimiani. Nessuno gli ha dato retta. Ma tra astrazione e verità il confine è sottile e reinterpretabile.

Wayl And Steve Drums

Continua…

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