
Vengono serviti, riveriti e coccolati da mane a sera. Hanno un pasto sicuro e mangiano abbondante e spesso variegato, anche se la maggior parte delle volte non hanno nessuna pretesa. Quando escono se ne hanno necessità vengono sempre accompagnati. Se vogliono ti urinano sull’uscio e comunque lo fanno dove il desiderio li direziona. Se devono fare la popò la fanno con il sedere all’aria asciugando poi le chiappe al vento come la natura vuole, e hanno spesso una signora con la borsetta rosa e l’odor di calendula che gli raccoglie il prodotto interno lordo con i nuovi fazzoletti al gusto di menta. Il peggio che può succedere è che si puliscano il ricciolino rimasto sul divano di casa. Nessuno li giudica per questo, anzi la maggior parte delle volte vengono salutati con un sorriso e una carezza. Non si lavano, al massimo si lasciano lavare, non si preoccupano di pettinarsi, o di rifarsi il letto, o di prepararsi da mangiare, c’è sempre qualcuno che pensa a loro.
Chi sono? Dei miliardari eccentrici? No, sono i cani, tra gli animali domestici più esigenti e fortunati. Molti tra quelli di loro che vivono in Italia, campano meglio della maggior parte degli abitanti del pianeta terra, alcuni dei quali devono bere il loro sangue e mangiare terra sporca per non morire. In questo mondo dove lo stravolgimento è ormai completo, persino gli animali contano più degli esseri umani e dei ricercatori precari. In un’Europa infettata dall’instabilità mentale degli italiani, popolo esasperato dal progresso, si sta per varare una legge per la quale gli animali dovranno essere tutelati al pari degli esseri umani. E gli esseri umani pagheranno non più solo i maltrattamenti, ma anche se il cordino del guinzaglio sarà troppo corto, se il bagnetto non sarà abbastanza tiepido, se il pasto non sarà sufficientemente buono.
Allora, visto che un bambino etilope da accudire non lo vuoi, prendi me, scegli me! Mangio qualsiasi cosa, imparo immediatamente il punto in cui devo fare i bisogni e posso anche cambiarmi la sabbietta da solo. Sebbene possa divertirti con un discreto numero di giochetti, rimango la maggior parte del tempo in un angolo del divano a leccarmi le gonadi, e all’occorrenza posso coinvolgerti in una piacevole conversazione. Non sporco quasi per niente, perdo solo un po’ di pelo, e ci sono dei rari giorni in cui sono adorabile.
28 Gennaio 2008 at 11:28
Giorni fa passeggiavo per i blogs… e a un certo punto mi sono imbattuta in questo post
http://valeriovillari.wordpress.com/2007/10/01/voi/
l’immagine che ho visto mi ha straziato l’anima…
è assurda… e ancor di più se confrontata alla vetrina che ho visto un mese fa presso un centro commerciale… dove erano esposte casette di ogni sorta.. abitini…armadietti… stampelle e stampelline e finanche specchiere da toeletta per cuccioli col pedigree…
Mi spaventa, a volte, questo nostro mondo… dove i valori appaiono mutati e le priorità scombinate…
C’è un mondo che grida e non ce ne accorgiamo… preferiamo soluzioni facili che accomodano in maniera indolore la nostra voglia di compagnia…
Siamo per la superficialità… ci laviamo le coscienze facendo l’elemosina ma non sappiamo regalare amore…
L’immagine che hai messo rende l’idea di ciò che stiamo diventando…
scarti di valori trapassati… cuori in putrefazione…
28 Gennaio 2008 at 11:45
Di solito la mia fonte di ispirazione è il grottesco. Non osavo tanto, perciò grazie di aver aggiunto una considerazione così partecipe, e per averla collegata con la considerazione di Levi che nel suo libro documenta in maniera precisa e scientifica la dannazione dell’uomo e la sua incapacità di redimersi.
Che fare delle nostre vite?
Un abbraccio
28 Gennaio 2008 at 12:10
“Che fare delle nostre vite?”
Io so di non poter cambiare il mondo e il cuore degli altri…e ti dirò.. so di non poter cambiare neppure il mio di cuore…
L’unico mio invito è quello di lasciarci sfiorare dall’Amore vero… quello che sa sensibilizzare le coscienze e richiamare il mondo alla ragione…
Io forse resterò solo una goccia in mezzo al mare.. ma voglio cominciare… voglio fare il mio..
“La vera rivoluzione comincia dentro di noi”
28 Gennaio 2008 at 22:15
e’ anche vero, ma noi siamo talmente piccoli e talmente pochi, e la nostra pochezza è talmente infinitesimale che di fatto non cambierà niente, se l’uomo come essere vivente non cambierà magari geneticamente come l’ogm.
Da quando esiste l’uomo? E ancora è un essere misero. Non c’è speranza. Comunqe questa foto fa impressione, quando la guardo sento la puzza.
29 Gennaio 2008 at 09:00
c’è da dire che cerchiamo di essere tanto carini con i cani e poi ci mangiamo una buona percentuale di tutto ciò che è semovente, dalle vacche agli asini ai serpenti alle lumache etc etc.
volevo però anche chiedere perdono al gattino che si è spalmato sulla mia ruota ieri era … è sbucato come un razzo da un viottolo … non me ne sarei neanche accorto se non fosse stato per lo “scrontch” … sono colpevole o innocente?
29 Gennaio 2008 at 14:32
Ottime considerazioni. Ma infatti è la mancanza di equilibrio, e di gatte, il problema principale della nostra epoca. Spero per gli appassionati che abbiano apprezzato la citazione da Grey’s Anatomy.
Riguardo alla malinconia ho una considerazione multitemporale da proporre: Quando in futuro imparerò a vivere nel presente sarà troppo tardi. Sembra a una prima occhiata che l’affermazione sia consistente, ma se la si analizza attentamente non fa altro che asserire che qualora imparassi a godere del presente dovrei in quel futuro tornare a vivere nel passato come faccio adesso. Nespole.
29 Gennaio 2008 at 17:21
vorrei far notare che talvolta dei piccoli uomini hanno fatto sì che noi oggi possiamo parlare della merda di amabili animali da compagnia, invece che mangiarceli per bisogno. detto questo, boh. io non sono piccolo. sono pico.
29 Gennaio 2008 at 22:27
“C’è un mondo che grida e non ce ne accorgiamo”
demi4jesus permettimi di dissentire, noi ce ne accorgiamo ma facciamo finta di niente!
29 Gennaio 2008 at 23:15
beh direi che non ce ne accorgiamo perché siamo troppo impegnati a fare i fatti nostri… questo è il punto
Vivviamo di menefreghismo estremo… oh my sadness
30 Gennaio 2008 at 19:58
L’uomo è cattivo. dopo tutti questi discorsi ho pensato: “Oggi mangio qualcosa di diverso dal solito pezzo di pane duro con spalla cotta” anche perchè la spalla cotta era finita. Ho deciso allora di comprarmi della carne in macelleria. Sono entrato e non sapevo cosa chiedere. “Mi dia due fettine di carne” ho detto, “Si, ma cosa?” Mi risponde immediatamente il tipo “E io per non passare da imbranato ho detto con sicurezza “Questa qui grazie”. E lui mi ha risposto un po’ sorpsreso: “Vuoi due fettine di fegato?” – “Sì” ho risposto io, continuando a sfoggiare il mio sguardo esperto e interessato e chiedendo “E questo a fianco buona ne è?” – lui mi ha risposto “Questa è carne da macinato”. Ormai si era capito che sono un fesso e infatti mi ha fatto pagare due fettine di fegato 7€. Con 7 euro ci avrei comprato due pizze margherite qui vicino e mi sarebbero avanzati 40 centesimi per il cappciock alla macchinetta.
Non mangerò più gli animali. Non perchè voglio loro bene, ma perchè si vendicano così, da morti, sono subdoli.
30 Gennaio 2008 at 20:32
Non me ne intendo neanche io, sembra tantino effettivamente, immagino che il fegato non sia la parte più pregiata. Comunque con i prezziche ci sono oggi la carne conviene che torniamo a cacciarla con le frecce e i bastoni. Altroche caro vita. Anche la carne degli animalisti deve essere buona.
30 Gennaio 2008 at 20:43
uno degli insegnamenti che la vita mi ha dato a caro prezzo è che non bisogna mai e poi mai entrare in macelleria/pescheria da soli, ma sempre accompagnati dalla mamma (opzione 1 – preferita) o dall’amico cliente (opzione 2). E’ come entrare nell’alta società, bisogna avere la raccomandazione e fare la fete d’entré ufficiale.
30 Gennaio 2008 at 20:56
Oppure chiedere alle mamme delle amiche dei tuoi amici su skype. Una fetta di carne è una carta di credito, un passpartout.
Comunque oh donald non ho ben capito in cosa consiste la caccia con le frecce e i bastoni.. cioè le frecce le tiri e i bastoni li usi per mirare?
31 Gennaio 2008 at 08:18
hahhahahahha caro wayl… “e ci sono dei rari giorni in cui sono adorabile” la mia Judy è adorabile ogni giorno, raccolgo il suo PIL perché odio calpestare merda e cerco di evitarlo anche agli altri. Quando torno a casa dal lavoro corro il rischio di soccombere alle sue effusioni, cosa che non accadrebbe convivendo con altri. Ho un’adozione a distanza e mi dispiace non averti incontrato prima, ti avrei adottato al posto del bimbo peruviano, inoltre perdi sicuramente meno pelo di Judy che, in giugno e in novembre, riempie di tappeti bianchi il pavimento di casa.
Ciao Red
31 Gennaio 2008 at 09:52
Sinceramente non lo so neanche io, però ricordo le vecchie puntate di superquark quando si vedevano le tribu dei pigmei cacciare, con una lancia e un bastone in mano forse per incitarsi tra loro o darsele sui denti come segno di stima
31 Gennaio 2008 at 12:11
Red carissima, non vorrai essere così perfida da lasciare il tuo bimbo peruviano senza un fratellino italiano!!! E che dire di Judy che deve passare la giornata in ansia ad aspettarti senza neanche potersi bisticciare l’osso di gomma con qualcuno?? Cosa faccio ti mando il pedigree?
A proposito, il premio per il tuo bel disegno sul parente famoso del riccio è una domenica all’insegna del mare, del sole, e della pasta alle gonadi. Questo fine settimana si va a caccia. Ti aspettiamo!!
Prima che per misconoscenza qualcuno non capisca quello che scrivo faccio notare due cose:
1) Si legga wikipedia alla pagina: http://en.wikipedia.org/wiki/Sea_urchin#Culinary purtroppo non ancora tradotto in italiano
2) Il riccio non si caccia con le armi da fuoco