…passavamo una bella serata in compagnia di due docili donzelle quando, nell’attesa di schiacciare sorseggiavo la mia birra scura mischiata con cioccolata (vedi figura), il mio pensiero galoppava freneticamente in un’unica direzione (riguarda la figura). E’ stato allora in un attimo di sconcerto, mentre ricalibravo la cloche, che ho pensato esattamente le seguenti cose:

É velleitario, adibire l’incongruenza dispotica e drastica, che inerente, allibisce il fulcro prolisso della apatica concupiscenza, palesemente astrusa e vetusta, colta col discernimento insito nella paradigmatica esistenza, pervenuta al suo apice inerte. Ossia é verecondo blandire la nequizia del solerte denigrato mentre si dissipa il lesinare dell’estroso. E infine trapelare il clamore ostile altercando il terso ineluttabile e indugiare l’empio e stolido bleso, proselito a eludere il contrasto scialbo e savio dell’abuso, mentre la turpe repentina ed effimera indole satolla l’ignavo renitente ad ostentare il tomo arcaico e stipato con un omocromia satura.
Il lessico austero e convenzionale, contrasta con le desuete subordinazioni sintattiche, quanto la patetica postilla, coincisa, é incline al prolisso occulto con gli irrisori e autonomi obsoleti, i quali si giustappongono ai blocchi paratattici, inverosimilmente arcaizzanti ma innovatori rispetto agli infausti autoschediasmi. Questi corroborano la tempra postuma che prescinde l’introito mistico, antagonista del logorio accondiscendente, mentre il ludibrio dilapida l’elogio dell’edonismo legittimo e concretizza espletante, il riformismo conscio di scorgere una prassi alquanto dissidente e razionalista come antitesi effusiva e incoercibile della contemplazione.
Affinché si possa coniare l’influsso ipotattico, che prevale sull’esimio e globale precetto della manifestazione dogmatica (inverosimilmente indegna, poiché il fanatismo radicale esercita una repressione autoritaria ma inconsulsa), é recondito insinuare l’esito alquanto carismatico, benché questo assume un ruolo marginale nell’inquieto, insulso, e prevaricante substrato che elude inconsapevolmente, l’araldico barlume. É prioritario dunque intercedere alle esigenze di peculiarità disponibile allo stato attuale, riscontrando notevoli carenze nella sezione che esamina le parzialità effettivamente didattiche, orchè il satrapo e sarmatico contesto funge da bramosia tirannica.
L’imposizione alquanto recondita, presume nell’incognito prosaico, una fine ma enigmatica impostazione del sunto che inquieto e incoercibile, trasmette un impulso ossessivo e accenna i seguenti travagli arditi, ampollosi e desume un appello erudito interiormente come il quesito in procinto di omettere e di inveire il peripatetico vaglio che implicito divulga ciò che concerne l’apologetica soglia, mentre si oblitera l’onomatopeica astrattezza che si staglia senza divarcare eccessivamente. Intanto, la morale plausibile, divulga la tolleranza irrazionale che indigna l’ironico ciarpame, mentre l’apparato auspica la più completa ignoranza voluttuosa e alquanto scapestrata.
Mentre la stasi che antecede il consenso, divulga l’insigne esaltazione, la corruzione divampa e non tollera, ma sancisce e rettifica l’ampio e mistico fluido, che vagheggia nella lacuna cosmopolita ed esplicita il razionalista arguto e il moralista pungente, rievocati in uno sfondo inurbato. Intanto l’inconcludenza improduttiva oscilla in un nucleo conflittuale il cui valore sussiste nell’idillio che autoriflette una sorta di tendenza che concita un coinvolgimento sostenuto da un’architettura compositiva. Ciò concatena infatti l’irto e infame decano che dilata l’evento risolutivo, con una esotropia incrinata da un’inezia che deborda ma non estirpa l’incrementata conversione della più prolissa astrusità.
L’epanalessi dell’effimera diastole antitetica, allittera un neologismo poliptoto, sincopato perifrasticamente da un’aferesi, assai epitetica al riguardo di un chiasmo diacronico. Lo zeugma ossimoro, si connota all’anastrofe pleonastica, reduplicata alla protasi che assona la prolessi metonimica e sinedottica. La denotazione esornativa e metaforica previene l’omeoteleuta endiade con un’epifora incoativa e depesegetica. L’anafora non iperbola però la sistole maiestatica se non con una tmesi sospesa dal polisindeto iponimico e con la litote, clausola di una elisione brachilogica della censura denominativa. L’apocope non più deverbata all’emistichio iperba l’etimologia dell’asindeto nella ipotiposi: asclepiadei minori con panteminere finale.
Terminato il mio breve ragionamento mi sono ritrovato di nuovo solo al buio nel divano con gli occhi spalancati. Era tutto finito, la maledizione di Montezuma aveva di nuovo colpito e qualcosa era nuovamente andato storto.
26 Maggio 2006 at 20:08
L’imposizione presume una fine enigmatica del sunto che, inquieto e incoercibile, trasmette ossessivo i seguenti travagli e desume interiormente quesitodi omettere e di inveire il vaglio che divulga e concerne la soglia. Intanto la morale divulga la tolleranza che l’ironico ciarpame auspica la più completa ignoranza voluttuosa.
26 Maggio 2006 at 23:42
Sono tutte parole che non esistono…
e ora la maggior parte di voi cercherà di scimmiottare wayl, cercando nella maniera più banale di scrivere parole difficili rimanendo lontani comunque dal livello del post… provate a essere voi stessi una volta tanto nella vita e a interpretare e commentare il senso di disagio che questo post rappresenta. wail ha davero bevuto birra e cioccolata, quelle ragazze esistono davvero, ci siamo usciti giovedì sera. E quello che è successo… beh… a voi interessa solo imitare wayl, non porvi delle domande quanto meno sensate.
26 Maggio 2006 at 23:51
La voluttuosità della velleità che impregna il dardo del tordo sentire, in contrasto con la angusta e tenebrosa spelonca che squilibrata nel suo sentir pagano rifiuta la damocle, infausta, sorgente di soffio vitale, ma di spinta divina vestita, investe la giovine mente di adulterine riflessioni, che solo il dislocare promiscuo di prensili arnesi logori dal tempo che apatico passa e cancella il dulce sospingere dell’aere in vivida concretezza animata che diffonde la sua spargezza di visioni nell’impenetrabile oscuro mondo dei vivi investendo di luminescenza il culmine del tardo, annichilendo la vetusta visione delle sfere sorgenti di primaria sorgente.
27 Maggio 2006 at 13:17
tutto non esiste! Ma le tipe si? comunque imbroh ha ragione, ma non abbiamo idee…
28 Maggio 2006 at 23:15
essendo il pescatore assente e non logato su skyppe, spero che il messaggio duri tempo sufficente a essere letto dal miglione di questuanti del bloc: mai avrei scritto il post precedente, non è nelle mie vene. siamo tutti vittime di questo assassino della carbonara…e anche adesso mi sento osservato mentre scrivo…migiro lentamente….oh cristo!
29 Maggio 2006 at 13:27
che noia, la vita in diretta inventata da persone che non esistono.
e smettetela per favore di imitare volgarmente ciò che anni e anni di vuoto cosmico a -175°K hanno prodotto, pensate piuttosto a creare qualcosa di originale come un dispositivo anti-Montezuma o alla dimostrazione esoterica dell’equazione di Murphy in forma differenziale
29 Maggio 2006 at 13:35
Como spangnolo que soy… he entendido: “passavamo una bella serata in compagnia di due docili donzelle”, lo cuál, aseguro que es verdad!
Después de leer el resto de parrafos sin entender nada (necesito spanish version) creo entender… “Era tutto finito”, pero en… “la maledizione di Montezuma aveva di nuovo colpito” me vuelvo a perder de nuevo!! Creo que necesito clases de italiano de las docili donzelle…
Cuándo sepa mas italiano, volveré a leerlo, hasta entonces… nada mas, que se repita y saluti a tutti ¿?
29 Maggio 2006 at 15:41
Chiedo venia a tutti, ma la mia mente mi ha giocato brutti scherzi Freudiani….per cui, il senso del mio profondo disquisire del precedente post, è stato corrotto dal quel germe che attacca l’uomo quando un’immagine lo colpisce, allontanandolo dalla sua reale natura e dando sfogo al colpo di maglio che tutti noi abbiamo imparato dal mitico Actarus che con il suo Goldrake pensava a Venusia in ogni sua battaglia.
Spero che il buon Clemente_Wayl con i suoi disintegratori-multipli corregga quanto la mia nebulosa ha prodotto!!
Grazie Wayl!
p.s W Espagna….”te ciullo”
30 Maggio 2006 at 10:52
Bacio femminile = leggerezza e poesia